giovedì 17 aprile 2008

Comunicato politico e cinegiornale

Mi sono appena ripreso dall'esito elettorale, avevo due scelte. Chiedere asilo politico in un paese civile, oppure accettare (con ironia) il brutto sogno nel quale siamo immersi da ormai quindici anni. Quindi ecco come commentare degnamente un'Italia finita nelle mani di B&B, che non è Bed & Breakfast, ma putroppo il meno appetitoso Bossi & Berlusconi.

17 aprile 2008
Con irrevocabile e ignifuga fedeltà, uniti come un sol uomo, abbiamo spezzato le reni al perfido nemico giudaico-bolscevico che inquinava l'augusta zolla italica bagnata da romano sudor! Il sole splende sul sempiterno fulgido esempio di democrazia italica che s'è finalmente sbarazzata d'inutili e vezzosi orpelli e di trepide quisquilie con cui le donnette arricchivano il paese della sterlina. L'Italia è conquistata! E' bastato un indomabile manipolo di eroi che giammai ha chinato il littorio capo davanti al rosso nemico. In tutto il paese uomini donne e balilli d'Italia esprimono romanissima gioia con canti e feste in cui il suono dell'organetto, romanissimo strumento littorio, forgiato in Castelfidardo da camerati arianamente intrisi di patria fino alle imperiali ascelle, sospinge con la velocità futurista e con la potenza virile dell'acciaio delle sue ance, l'invitta e romorosissima marcia della rivoluzione Fascista!


4 commenti:

Anonimo ha detto...

grandioso!

AP

barbara ha detto...

Grazie Gianni! E' proprio una chicca.
Emigrando possiamo portarci i docu. Luce, più moderni dell'Italia moderna di Veltroni e intellettualmente più onesti dei testi di scuola revisionisti promessi da Dell'Ultri.
barbara

Abesibé ha detto...

Roba da bruciarlo l'organetto, se siamo messi così :-D
Atènto te che io dalla Gallia Cisalpina posso ancora fingere, ma te non mi pari granchè celtico, ué!

barbara ha detto...

Uh! Ho visto anche la seconda parte...
Innanzitutto, quelli non sono bambini, sono Mimimmi! Quindi non possiamo emigrare su Marte.
Il finale, con le industri balille e gli arditi virgulti della patria che suonano il Guglielmo Tell è...
Sorridiamo, via, è meglio.