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lunedì 21 dicembre 2015

Due brani di Sébastien Bertrand

Mi sono imbattutto in questa mazurca francese, composta da Sébastien Bertrand, il cui titolo è "Mazurca de Voyageur" (Mazurca del viaggiatore).

Un brano in perfetto stile francese, e parente, si fa per dire, di una altro brano di Bertrand, "Valse d'en face", con il quale condivide molte somiglianze.

Lo stile di Bertrand è appunto questo, molto tradizionale, sobrio, ma da idee musicali molto semplici  riesce a trarre piccole perle. Il tutto senza pretese, con umiltà, e soprattutto con un organetto (una fisarmonica diatonica a otto bassi).

Mi sono divertito a trascrivere e ad arrangiare, - in particolar modo la mazurca,- entrambi i brani e ho già iniziato a insegnarli ai miei allievi, anche a quelli che seguo attraverso il mio Corso Multimediale Online.

Mazurca de Voyageur




Valse d'en face







domenica 17 gennaio 2010

La scuola di Grenobe. Stage di organetto

L’ACCADEMIA DEL MANTICE
http://www.organetto.info
organizza a ROMA
Stage di organetto

LA SCUOLA DI GRENOBLE. PIGNOL, MILLERET, SACCHETTINI

Stage: 30 gennaio 2010
Docente: Gianni Ventola Danese

Destinatari
Lo stage si rivolge a coloro che suonano l’organetto a 8, 12 o 18 bassi, e che desiderano ampliare il repertorio e migliorare il loro stile esecutivo. Allo stage possono partecipare anche coloro che non leggono la musica.

Cosa tratterà lo stage
Tra le più raffinate e innovative scuole organettistiche d'europa, quella di Grenoble può essere descritta attraverso le composizioni di tre dei suoi principali esponenti. In particolare Pignol e Milleret, hanno contribuito a far conoscere e a far evolvere un nuovo repertorio per organetto, perfezionando una tecnica esecutiva che sfrutta in modo intensivo le potenzialità melodiche, ritmiche e armoniche dell'organetto, aperto all'improvvisazione di stampo jazzistico. Il loro repertorio rappresenta bene quel folk d'avanguardia che a Grenoble si raccoglie sotto l'etichetta dell'Associazione Mustradem.

Programma:
- Introduzione sulle formule ritmiche dell’accompagnamento;
- Studio del brano British swing, di Norbert Pignol;
- Studio del brano Alambic, di Norbert Pignol;
- Studio del brano Kiproko, di Stéphane Milleret;
- Studio del brano Les pieds de la dame aux clebs, di Stéphane Milleret;
- Studio del brano Un peu de piment en plus, di Stéphane Milleret;
- Studio del brano Je me souviens, di Jean Loup Sacchettini;

Info e costi
Costo dello stage: 60 euro.
Sede dello stage: Roma
Iscrizioni e info: 06.85350438, 329.3738715, info@organetto.info

Programma delle attività
Sabato 30 gennaio 2010
Ore 9:30 Accoglienza partecipanti
Ore 10:00-13:00 Stage (prima parte)
Ore 15:00-19:00 Stage (seconda parte)

Locandina: http://www.organetto.info/grenoble.pdf

Preiscrizione online: http://www.organetto.info/iscrizione_stage.htm

Pignol e Milleret a Lisbona nell'ottobre 2009.



mercoledì 10 dicembre 2008

Digestivo Pignol

Qualcuno a fine pasto avrà domandato: "Ci suonate qualcosina?".

Pignol e Milleret in fraschetta, come si direbbe a Roma che, dopo aver mangiato e ben bevuto (alla francese... chissà...), tirano fuori gli organetti (cromatici), e invece di un saltarello, o di una dionisiaca tarantella, si intruppano in una mirabolante sequela di improvvisazioni su due composizioni: Les Pieds de la Dame aux Clebs e Vite Fait, dal loro ultimo album Sales Gosses.

Bravi.

giovedì 10 luglio 2008

Intervista a Marc Perrone (parte II)


La seconda parte dell'intervista a Marc Perrone, come promesso...

mercoledì 9 luglio 2008

Intervista a Marc Perrone (parte I)

Il 6 luglio Marc Perrone ha suonato a Fiuggi, insieme alla sua compagna Marie-Odile Chantran alla ghironda. E' stato un concerto eccezionale, non solo perchè Marc non suona spesso in Italia (anche in relazione alle sue condizioni di salute: non dimentichiamo che dal 2000 è costretto su una sedia a rotelle dalla sclerosi multipla), ma anche perchè Marc è una persona profonda, con molta esperienza e sofferenza alle spalle, è una persona forte, allegra, con un grande carisma e una dolcezza disarmante. Ma non è solo questo.

Marc è uno degli esponenti più importanti della musica popolare francese e anche della canzone francese. E' il prosecutore di una tradizione che affonda le radici in Brel, Brassens, e altri grandi come lui.

Mi ha concesso un'intervista che alla fine è diventata un semplice dialogo, schietto, sereno, pieno di armonia e bellezza. Marc può emozionarti con le sue bellissime musiche, ma può fare la stessa cosa con la genuinità delle sue parole e delle sue idee.

Vi propongo la prima parte del colloquio con Marc in questo post, e la seconda nel prossimo... Buona visione.


domenica 1 giugno 2008

Tre mantici, la Francia, gli States...

Cocktail Diatonique è una esperienza musicale nata nel 1991 per iniziativa di Yann-Fanch Perroches (insieme a Jacques Beauchamp, Patrick Lancien et Ronan Robert). Ottiene un buon successo a tal punto da arrivare ad esibirsi in compagnia di un certo Richard Galliano.

Nel 1993 interrompe la sua attività, che aveva comunque influenzato molti giovani organettisti, e riprende la sua attività proprio in questo anno con Ronan Robert, Fanch Loric e lo stesso Yann-Fanch Perroches. Il 20 settembre 2008 si esibirà alle Nuits de Nacre.

Una impostazione jazz per un trio di fisarmonica e organetti (dove gli organetti sono a dir la verità 3 file 16 o 18 bassi e, quindi, in definitiva, trattasi di fisarmoniche cromatiche bitoniche).

La loro musica è godibile e innovativa, almeno per quanto riguarda alcune sperimentazioni, come quella di proporre Stone's Rag, un antico brano tradizionale degli Stati Uniti, in forma di trio di fisarmoniche.

Buon ascolto!

E qui di seguito lo stesso brano, forse come lo si ascoltava nei saloon di frontiera alla fine del XIX secolo. E mi raccomando... Don't shoot the pianist!




Ecco poi cosa sarebbe diventata la musica ragtime con l'avvento del genio creativo di Scott Joplin, il compositore nero padre del jazz.

lunedì 3 marzo 2008

La Nonchalante

Quello col cappello è Emmanuel Pariselle. Perchè il titolo di questo post fa riferimento a una bella mazurca composta da Pariselle, forse ispirata alla Valse Nonchalante di Camille Saint-Saens? Non ne sono certo, alcuni passaggi armonici potrebbero ricordarla. Emmanuel suona in duo di organetti con Christian Maes, e devo dire che il risultato non è male, anzi. In particolare, la mazurca di cui sopra, una melodia bel disegnata, elegante, che se ne va via così, con nonchalance... ma alla fine lascia il segno.

Nato a Tolosa nel 1953, Emmanuel incontra il folk a Parigi con la musica bretone, e inizia a suonare il flauto irlandese, a cui si dedica con passione fino al suo incontro con l'organetto, attraverso la musica di Serge Desaunay. Inseritosi nella vivace scena folk francese della seconda metà degli anni '80, sviluppa uno stile personale, basato essenzialmente sull'uso dell'organetto come strumento di accompagnamento.

Al Festival di Thonder in Danimarca risale il suo incontro con Martin O'Connor, con cui lavorerà per vari anni; sempre a Thonder incontra Katherine Bersoux, con la quale forma un primo gruppo legato alle musiche del Mediterraneo, Tramontane, e dopo la fine di quest'esperienza, costituisce French Alligators, formazione storica del cajun "made in France", che incide vari dischi. Con la rottura del sodalizio artistico e personale con Katherine, lavora in duo con Christian Maes e, più recentemente, con il polistrumentista guascone Didier Oliver (violino, mandolino, cornamusa).

La patitura del brano, un po' confusionaria per la verità, sono riuscito a trovarla qui. Potete ascoltare il brano sullo spazio MySpace del duo Parisielle oppure anche qui, in una esecuzione un po' "ruspante".

Insomma, Pariselle ha uno stile tutto suo, il lirismo delle sue canzoni non si dimentica in fretta. Se non siete deboli di cuore ascoltate anche Les Temps des Puces, Les Mangeux d'Terre o La Marche Nuptiale, tratte dall'omonimo Cd del 2005. E' comunque molto istruttivo ascoltarlo per il modo in cui si accompagna. Buon ascolto.

lunedì 18 febbraio 2008

Marc & Jean

Marc Perrone. Un punto di riferimento per tutti i fisarmonicisti diatonici, per tutti i musicisti probabilmente, dato il suo inconfondibile stile e la liricità delle sue composizioni. Voglio fargli un piccolo omaggio, così, come se fosse il suo compleanno.

La sua origine è chiaramente italiana, ma è nato a nel 1951 à Villejuif. La sua formazione è essenzialmente quella di un autodidatta. Protagonista del rinnovamento, della riscoperta e dell'evoluzione tecnica dello strumento, Perrone suona oggi un organetto a quattro file, progettato e pensato insieme a Mario Castagnari.

Con questo tipo di organetto riesce a interpretare agevolmente musica tradizionale, ma anche a riscoprire le più note chansons françaises e proponendosi in alcune incursioni nell'improvvisazione jazz.

Appassionato di cinema, si rivolge alla composizione di alcune colonne sonore dopo l'incontro con Bernard Favre agli inizi degli anni Ottanta. In particolare, ha collaborato soprattutto per Bertrand Tavernier e Jean Renoir. Sarà lo stesso Tavernier a dichiarare a proposito di Perrone: "Un musicien magnifique, voyageur dans le temps et réparateur de mémoire. Peut-être parce qu'il sait le prix et la valeur des rêves?".

Il valore dei sogni, già. Un valore che in pochissimi conoscono... Bellissimo, lo lascio in francese perchè "réparateur de mémoire" è una definizione stupenda, forse quella che ogni musicista vorrebbe.

Qui propongo un video che ritrae Perrone in duo con il mito Jean Corti, alla fine Trois petit note de musique, e tutto il pubblico che canta.



Qui sotto una versione discografica di Trois petit note de musique registrata dallo stesso Perrone. Un brano bellissimo e rilassante, lo yoga dell'organetto. Buon ascolto. Ah, dimenticavo, come sentirete, in Francia su questo pezzo si canta sempre...


martedì 20 novembre 2007

Cosa significa "zherdine"?

Il nome se lo sono scelto un po' complicato, Zherdine, con la acca tra la zeta e la e!

Zherdine [zerdin], nom d’origine inconnue
1.adj. : se dit d’une ritournelle qui provoque une irrésistible envie de danser.
2.n.f. : petites histoires musicales ponctuées de détails imaginaires inventés par cinq félibres.


Questa è la spiegazione etimologica fornita in francese nello spazio Myspace della omonima formazione francese in cui primeggia una splendida organettista, Ysabelle Baillet.

Accompagnata da sassofono, chitarra, contrabbasso e percussioni, Ysabelle sforna una musica molto bella, delicata, a tratti architettonicamente complessa, inafferrabile, elegante, geometrica, incantatrice, musica ai confini di molti generi. Alle volte klezmer, alle volte jazz.

Una bella scoperta, una organettista molto raffinata e se proprio gli devo trovare un difetto, diciamo che le sue musiche non sono proprio quelle che ti rimangono nell'orecchio subito dopo il primo ascolto. Va ascoltata, capita... poi inizia a piacere.

Buon ascolto... http://www.myspace.com/zherdine

p.s. mi piace molto il brano Pinso et coleurs, ve lo consiglio per i momenti in cui fuori piove, quando una strana nostalgia ci coglie e decidiamo di prepararci un caffé...

martedì 30 ottobre 2007

Mercatini francesi

La Francia è il paese degli organetti. Provate a tirare fuori il vostro organetto sulle rive della Senna e i francesi arrivano come gatti curiosi, si avvicinano, commentano, ballano. Il suono dell'organetto li fa sentire a casa.

Ho trovato almeno due siti francesi dove si fa commercio di organetti di seconda mano, e la cosa può essere utile se cerchiamo un determinato tipo di strumento oppure se intendiamo vendere il nostro in terra transalpina.

Il primo sito si chiama Dia-tonic Bretagne, offre solo inserzioni di acquisto e vendita da parte di privati e presenta spesso anche le foto degli strumenti in vendita.

Il secondo sito è Mustradem, all'interno del quale è possibile trovare la pagina degli annunci. Qui le foto non ci sono, ma è il sito di riferimento degli organettisti francesi, quindi andiamo sul sicuro. Qui troviamo anche rubriche speciali per chi cerca partiture e corsi.

Fate buoni affari!

lunedì 29 ottobre 2007

Pignol come Hendrix?

E' stato definito il "Jimy Hendrix" dell'organetto, ma, con quello che costano gli organetti, non ne ha mai sfasciato nessuno.

Norbert Pignol ha un nuovo sito, tutto dedicato al suo progetto di organetto solo. I più grandi organettisti prima o poi si cimentano con la dimensione puramente solistica. Lo ha fatto recentemente il grande Riccardo Tesi.

Nel sito dell'organettista di Grenoble si possono alcoltare un paio di brani molto particolari, interessanti, e certamente paradigmatici dello stile Pignol, uno dei pochi organettisti, a mio parere, che è stato in grado di creare un nuovo stile della fisarmonica diatonica.

Buon ascolto.

martedì 6 marzo 2007

Daniel Denécheau, un genio!

Ci ero capitato per caso, qualche anno fa, sul sito di Daniel Denécheau, senza particolari emozioni avevo spulciato le poche cose presenti in quel piccolo e trascurato angolo di web.

Nessun file audio da scaricare, nessun cd da comprare, insomma, non potei farmi nemmeno una idea della sua musica.

Poi sono incappato per caso in un brano di Daniel su YouTube. In un video ho ascoltato un brano molto bello (suonato da un anonimo e bravo organettista). Che dire? Il brano è fantastico!

Molto particolare e molto semplice, a riprova che i più bei pezzi per organetto sono semplici e lineari, ma anche ricco di armonie jazzistiche con accordi di settima e di nona.

Non ho potuto fare a meno di trascriverlo e di impararlo, subito!



Poi ho cercato di capire da quale cd è tratto, ho scritto direttamente a Daniel, che mi ha risposto quasi immediatamente, da Parigi, dove vive.

Il brano è contenuto nel cd Une p’tite histoire d’accordéon diatonique (A diatonic accordion short story) ARB - AT178002, ma non sono riuscito a trovarlo da nessuna parte, quindi la versione che suono non so quanto sia fedele all'originale.

La prima volta che passo per Parigi una suonata col lui sulla rive gauche non me la toglie nessuno! E poi vorrei invitarlo in Italia per uno stage di organetto, che ci spieghi come ha fatto a far entrare tutta Parigi in un valzer di tre minuti!