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martedì 26 agosto 2008

Vieni al Boom?

Che mese... e non è ancora finito.

Uno splendido concerto degli Escargot a Civitella Alfedena, un anticipo succoso di quello che suoneranno per la stagione dell'Accademia del Mantice a Roma in ottobre, non mancate! E poi il mio stage ad Accumoli, bellissimo, con una classe di persone speciali! e poi il debutto del mio duo insieme a Beatrice, insomma, abbiamo suonato bene e abbiamo divertito una affollata platea, quasi un trionfo per essere un duo di organetti!

E ora BoomBal, parto per il Belgio alla volta di un grande festival di danze popolari, ma vado soprattutto per sentire il duo Pignol Milleret e i Djal, organettisti molto bravi!

E poi il Belgio è bellissimo, che città, che atmosfere... poi vi racconterò, intanto fatevi un giro nel sipo del Festival BoomBal se avete qualche minuto.

lunedì 16 giugno 2008

Mani di fata...

L'avevamo scoperta in questo precedente post. Lei è Jet Zoon, una giovane bella e brava organettista belga. Credo belga, sì... in questo video suona una suite di gighe, la prima la conosco, mi sembra si intitoli Calibre 12, almeno io avevo trovato una partitura con questo titolo. Suona un due file 12 bassi.

Della seconda giga non conosco il titolo, qualcuno mi sa aiutare? Comunque sia, un mio amico gli stava per vendere un organetto, ma secondo me il negozio era solo una scusa per incontrarla... vero?

Buona (celestiale) visione...

venerdì 28 marzo 2008

Leopoldo re del Belgio e l'organetto

L'organetto può essere strumento di pace, non solo attraverso la musica, ma anche percorrendo un canale misterioso, imperscrutabile. Credo che uno strumento che "respira" esattamente come un essere umano evochi in chi lo tiene in braccio un profondo sentimento materno, o paterno, a seconda dei casi.

Chi ha visto il film "L'ultimo re di Scozia", sicuramente ricorderà la scena in cui Amin (quello vero è nella foto in basso), il feroce dittatore ugandese, per un momento sembra abbandonarsi alla poesia e alla dolcezza della musica: è la scena in cui lo si vede suonare un organetto nel mezzo di una festa, un organetto Honher 2915. Non un semplice espediente narrativo. La fisarmonica, in particolare l'organetto, ha una lunga storia in Africa. In Congo, soprattutto.

Lo Stato Libero del Congo era il nome con cui venne definito il controverso regno privato di Leopoldo II del Belgio che comprendeva l'intera regione oggi costituisce la Repubblica Democratica del Congo. Leopoldo II pose le basi per il controllo militare, politico ed economico del paese fin dal 1877, lo governò dal 1885 al 1908 con un regime dittatoriale basato sul terrore. Il Congo non era altro che il "Dommaine de la Couronne", ovvero un immenso latifondo schiavistico a uso e beneficio personale del re del Belgio.

Fu per placare il malcontento e la protesta delle popolazioni locali che ai belgi venne l'idea di distribuire organetti agli incazzati capi delle comunità locali. E' così che l'organetto divenne uno strumento molto in voga in Congo, almeno fino agli anni Cinquanta, quando fu sostituito dalla chitarra.

In questo eccezionale video, si può vedere Bolia We Ndenge che rievoca, mettendolo in scena, il momento della consegna del primo organetto alle popolazioni locali, avvenuto probabilmente a fine Ottocento.

L'organetto, quindi, è anche strumento della cultura musicale africana. E se non è world music questa...

mercoledì 26 marzo 2008

Jet!

Grazie alla segnalazione di un lettore del blog ho scoperto una nuova promessa dell'organetto. Lei si chiama Jet Zoon, viene dal Belgio e deve andare veramente veloce se alla sua età si può già permettere di suonare con una orchestra di tutto rispetto.

Jet è giovane, bionda, bella, il che non guasta. Il brano, l'unico che sono riuscito a trovare è quello del filmato qui sotto. Devo confessare che non è che mi abbia lasciato a bocca aperta, la sua musica... Ma Jet, che ha 19 anni e che avrà tutto il tempo di maturare artisticamente, mi ha fatto pensare.

Mi ha fatto pensare a un paese, il Belgio, in cui la gente riempie un teatro per ascoltare una compositrice, organettista, accompagnata da un'orchestra. Senza pretese di "recupero del patrimonio immateriale" (tra gli addetti ai lavori in Italia va molto di moda questa locuzione ministeriale), senza fiaschette di vino e cappelli di paglia, senza discorsi sull'organetto "strumento della civiltà contadina", senza l'immancabile complemento etnocoreutico paesano. Niente di tutto questo.

Quello che mi piace è che in questo contesto l'organetto ha la stessa dignità di un oboe, di un violino, di un trombone a coulisse. E' strumento di espressione musicale, nient'altro. Un organetto, una sala da concerto, un'artista e la sua musica. Succede anche in Italia alle volte, è vero, ma molto raramente...