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lunedì 5 aprile 2010

Beat box & button box

Con il termine beatboxing si identifica quella tecnica vocale che permette di imitare una serie di strumenti a percussione e di produrre veri e propri "drum loops" senza l'ausilio di qualsiasi altro tipo di strumento, se non del microfono, il cui uso diventa molto importante in questo caso.

Button box è invece un termine, uno dei tanti ormai, che identifica la fisarmonica diatonica, in particolare nei paesi anglosassoni che, grazie alla lingua inglese che permette di trovare formule idiomatiche brevi e incisive, è stata ridenominata la "scatola a bottoni". E come dargli torto?

Ho scoperto che Benjamin Melia, un organettista, ha unito le due cose in una sola performance, ovvero organetto più beatboxing.

Il risultato? Beh, giudicate voi...

lunedì 29 ottobre 2007

Pignol come Hendrix?

E' stato definito il "Jimy Hendrix" dell'organetto, ma, con quello che costano gli organetti, non ne ha mai sfasciato nessuno.

Norbert Pignol ha un nuovo sito, tutto dedicato al suo progetto di organetto solo. I più grandi organettisti prima o poi si cimentano con la dimensione puramente solistica. Lo ha fatto recentemente il grande Riccardo Tesi.

Nel sito dell'organettista di Grenoble si possono alcoltare un paio di brani molto particolari, interessanti, e certamente paradigmatici dello stile Pignol, uno dei pochi organettisti, a mio parere, che è stato in grado di creare un nuovo stile della fisarmonica diatonica.

Buon ascolto.

giovedì 15 febbraio 2007

Andy Cutting è masochista?

Gli organettisti e le organettiste sono persone particolari, certamente qualche problema devono avercelo per aver scelto questo strumento. Io capisco tante cose, ma questa proprio no. Quale? Questa.


Perchè tablare così questo fraseggio? cosa abbiamo fatto di male?

Il seguente passaggio si può suonare logicamente quasi tutto in apertura di mantice ma, come si può vedere, è stato tablato tutto in aprire e in chiudere (P sta per premere, e T sta per tirare), costringendo l'esecutore a una faticaccia tremenda. Va da sè che la fluidità nel canto va a farsi benedire.

Anche se, come sostengono i Talebani della smanticiata, il famoso "gioco di mantice" alle volte ha una sua valenza espressiva (tipica dell'organetto, è vero) qui non rappresenta invece una scelta delle più felici. Sia per la modulazione che attraversa la frase (FA/RE-/SOL), sia per la particolare frase melodica che - lo si capisce dal suo disegno - va fatta cantare, sembra scritta da Bach. Non puoi farla singhiozzare in un apri/chiudi di 15 note!

A meno che... voi non siate masochisti.

Il brano è tratto da The Walled Garden, un valzer di Andy Cutting contenuto nell'album Panic at the Café. Costruttivamente è perfetto, bilanciato, allegro, una melodia scolpita nel marmo, Lo ascolti e non puoi fare a meno di pensare sconsolato: "perchè non l'ho scritto io?".

Ho riascoltato il cd per verificare se anche Andy Cutting non fosse stato colpito anche lui nel lontano 1993 (anno di pubblicazione dell'album) da una improvvisa crisi di masochismo autopunitivo. Mi è bastato ascoltare quel passaggio alcune volte per avere la risposta.

Andy Cutting non è masochista.