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venerdì 19 dicembre 2008

Progetto LinkTab

L'Accademia del Mantice (www.organetto.info) ha varato il progetto LinkTab, ovvero il più grande e completo archivio di tablature e partiture per organetto disponibile oggi in Rete.

Il progetto LinkTab è nato con l'obiettivo di realizzare un potente motore di ricerca che vaglierà tutto il materiale disponibile, rendendolo immediatamente fruibile da parte dell'utente.

LinkTab permette di ottenere la tablatura desiderata in pochi clic, fare il confronto tra quelle pubblicate in rete nei vari siti e scegliere quella che più risponde alle nostre esigenze musicali o didattiche.

LinkTab permette a tutti di scoprire senza difficoltà nuovi repertori e nuovi autori, e di compiere ricerche incrociate per compositore, paese, genere musicale, difficoltà, tempo musicale e titolo.

Inoltre, per ogni brano musicale, viene proposto un ascolto MIDI o MP3.

I numeri attuali del progetto:
- 1774 brani in archivio
- 183 compositori
- 40 generi musicali
- 32 paesi
- 19 siti indicizzati

Naturalmente questo è solo l'inizio. Il progetto è in corso d'opera e il numero dei brani musicali sarà costantemente aggiornato e incrementato nei prossimi mesi.

Tutti gli utenti sono incoraggiati a inviare commenti, a segnalare eventuali imprecisioni e a proporre suggerimenti per il miglioramento del servizio.

Da oggi, gli organettisti hanno il loro Real Book.

http://www.organetto.info/archivio_pre.htm



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venerdì 4 aprile 2008

Perdere la testa per amore...

Anna trascorse tranquilla i suoi ultimi giorni, e disse al carceriere che confidava nella pietà di Dio e credeva che sarebbe andata in paradiso. Giurò due volte sui sacramenti che era innocente di tutte le accuse portate a suo carico. Prima di morire scherzò dicendo che: "Ho sentito dire che il boia è molto bravo, e il mio collo è sottile". Il boia, un esperto spadaccino francese, era ritenuto un giustiziere rapido ed eccellente. Anna scelse un vestito scuro per la sua esecuzione, con una sottoveste cremisi. Sul patibolo perdonò quelli che l'avevano mandata a morte, e pregò per suo marito. Venne bendata, e mentre si stava inginocchiando la sua testa cadde con un solo colpo.

Era il 19 maggio 1536. Così finisce la storia di Anna Bolena, decapitata con un solo colpo alla Torre di Londra. A quel tempo non c'erano ancora le terapie ormonali, e Anna non potè proprio darglielo quel figlio maschio al consorte Enrico VIII che, da parte sua, se la prese un tantino dal momento che, dopo averla accusata ingiustamente di adulterio e di incesto, le fece perdere letteralmente la testa.

Una storia d'amore finita male, come tante. Come tante altre ha lasciato dietro di sé una melodia immortale: Greensleeves. E' ormai diffusa infatti la credenza che fu lo stesso Enrico VIII a scrivere questa bellissima melodia, per conquistare proprio la bella Anna. In realtà non c'è nessuna prova storica che sia andata proprio così, anzi, la signorina "Maniche verdi" (traduzione del titolo della canzone) potrebbe essere una prostituta dal momento che a quel tempo il colore verde aveva chiare connotazioni sessuali. Insomma, comunque sia andata, è una delle più belle melodie dedicate a una donna.

Ahimè amore mio voi mi ferite
Rifiutandomi scortesemente,
Mentre io vi ho amato così a lungo

Godendo della vostra compagnia

Greensleeves era la mia gioia,
Greensleeves era il mio cuore d'oro
Greensleeves era la mia felicità
E chi altri se non Greensleeves.


E' divenuta anche uno standard dell'organetto, in forma di valzer o in forma di giga irlandese. Vi consiglio questa bella versione con molte variazioni, didatticamente molto utili per chi vuole incominciare a suonare direttamente dalla partitura, o per chi suona in duo. E poi questa versione in forma di giga.

Regalatevi quattro minuti di bellezza, per chi ancora ci crede, nella bellezza...

martedì 1 aprile 2008

Alla ricerca delle irlandesi

Inserite una parola che pensate possa essere contenuta nel titolo, oppure solo il ritmo, la tonalità. I risultati sono assicurati. Questa è una delle più grandi raccolte online di musiche irlandesi, una vera manna per chi vuole tuffarsi nel repertorio tradizionale delle danze di questo paese.

Jigs, Reels, Polke, Mazurke, Hornpipes. C'è proprio tutto, ed è facile perdersi nel labirinto delle tantissime partiture presentate. Ogni tune è disponibile nella versione ABC, o in formato grafico, ed è possibile leggere i commenti lasciati dai lettori.

Ha fatto tutto un misterioso Jeremy. Tutto da solo! Sul sito leggiamo "My name is Jeremy. I'm the founder of The Session. I'm from the town of Cobh, county Cork but I'm living in Brighton, southern England now. I play the bouzouki (melody mostly, not backing) and a bit of banjo, mandolin and guitar. When I'm not noodling on the bouzouki, I make websites".

L'Irlanda... un paese interessante! Ah... dimenticavo, il sito è questo: http://www.thesession.org/

lunedì 3 marzo 2008

La Nonchalante

Quello col cappello è Emmanuel Pariselle. Perchè il titolo di questo post fa riferimento a una bella mazurca composta da Pariselle, forse ispirata alla Valse Nonchalante di Camille Saint-Saens? Non ne sono certo, alcuni passaggi armonici potrebbero ricordarla. Emmanuel suona in duo di organetti con Christian Maes, e devo dire che il risultato non è male, anzi. In particolare, la mazurca di cui sopra, una melodia bel disegnata, elegante, che se ne va via così, con nonchalance... ma alla fine lascia il segno.

Nato a Tolosa nel 1953, Emmanuel incontra il folk a Parigi con la musica bretone, e inizia a suonare il flauto irlandese, a cui si dedica con passione fino al suo incontro con l'organetto, attraverso la musica di Serge Desaunay. Inseritosi nella vivace scena folk francese della seconda metà degli anni '80, sviluppa uno stile personale, basato essenzialmente sull'uso dell'organetto come strumento di accompagnamento.

Al Festival di Thonder in Danimarca risale il suo incontro con Martin O'Connor, con cui lavorerà per vari anni; sempre a Thonder incontra Katherine Bersoux, con la quale forma un primo gruppo legato alle musiche del Mediterraneo, Tramontane, e dopo la fine di quest'esperienza, costituisce French Alligators, formazione storica del cajun "made in France", che incide vari dischi. Con la rottura del sodalizio artistico e personale con Katherine, lavora in duo con Christian Maes e, più recentemente, con il polistrumentista guascone Didier Oliver (violino, mandolino, cornamusa).

La patitura del brano, un po' confusionaria per la verità, sono riuscito a trovarla qui. Potete ascoltare il brano sullo spazio MySpace del duo Parisielle oppure anche qui, in una esecuzione un po' "ruspante".

Insomma, Pariselle ha uno stile tutto suo, il lirismo delle sue canzoni non si dimentica in fretta. Se non siete deboli di cuore ascoltate anche Les Temps des Puces, Les Mangeux d'Terre o La Marche Nuptiale, tratte dall'omonimo Cd del 2005. E' comunque molto istruttivo ascoltarlo per il modo in cui si accompagna. Buon ascolto.

lunedì 19 novembre 2007

Il senso della Polska per Smilla

Questo è un post per chi ama il freddo e le bianche infinite distese del grande Nord. Dalla neve, dal bianco brillante del senso della neve per Smilla (ricordate quel film di Peter Hoeg?), dalle dolci tardive e liberatorie primavere, dalla luce accecante delle tiepide estati nordiche. Da tutto questo nasce la musica della Scandinavia, gli "Stati Uniti del Freddo". E come le mille sfumature del bianco della neve, anche la musica scandinava gioca impercettibilmente con la somiglianza a se stessa senza essere mai ripetitiva, senza annoiare mai.

E sono musiche inconfondibili che portano con se un mondo, imprigionato in sonorità immediatamente distinguibili, in ritmi e armonizzazioni che non possono lasciare dubbi. E' musica scandinava!

Mi hanno segnalato un sito fatto molto bene, soprattutto perchè ha una parte in lingua inglese, altrimenti con lo svedese non me la sarei cavata molto bene... Ci possiamo trovare una corposa serie di brani di musica svedese, finlandese, norvegese e persino danese (la musica danese la riconosci dopo due battute...), tutti con la partitura musicale, il file midi e in molti casi anche un mp3. Cosa vogliamo di più?

Loro, quelli che gestiscono il sito, sono un gruppo spontaneo di musicisti di Copenhagen che si interessano di musica folk scandinava da più di trenta anni. Hanno fatto proprio un bel lavoro.

Vedere per credere: http://spillefolk.dk

Se poi volete ascoltare subito un po' di bellissima musica scandinava, allora non vi resta che fare clic qui... Non mi assumo la responsabilità per eventuali sindromi da "polska dipendenza".

martedì 27 febbraio 2007

Tablato ti ho!

La musica sarda è difficile da suonare, soprattutto perchè si tratta di una musicalità gutturale, ruvida, spigolosa. Ecco, devo fare riscorso a metafore altrimenti non saprei come definirla...

Per questo motivo, forse, ho sempre sentito suonare questa musica solo da suonatori sardi, insomma, ci devi essere nato dentro. E ancora più difficile è trovare in giro, intendo nel giro dell'organetto, spartiti e tablature di musica sarda. Ciò provoca la disperazione degli stessi sardi che vorrebbero imparare dal pentagramma alcune musiche popolari.

Finalmente ora qualcuno ha coraggiosamente deciso di mettersi a tavolino e trascrivere alcuni brani. Qualche rara, rarissima partitura di musica sarda per organetto si può trovare oggi nella sezione "file" del gruppo di discussione In Sol Do, grazie all'opera di Bruno.

Quindi, grazie Bruno! Aiò!