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lunedì 25 febbraio 2008

In Fuga per Britney

Come si insegna la musica? Come arrivare all'essenza delle cose musicali, come trasmettere una idea che si può realizzare solo nella dimensione sonora?

Mi sono ricreduto sul nostro sistema universitario quando un'artista statunitense laureata in storia dell'arte presso la Columbia University (una delle migliori università americane, mi dicono) mi ha recentemente detto con un velo di candida innocenza di ignorare assolutamente che cosa sia una fuga in musica.

E allora, ecco un modo che trovo molto stimolante per insegnare la teoria musicale. Farla scendere nel quotidiano, dimostrando che la musica è fantasia e creatività ma, allo stesso tempo, un complesso codice linguistico denso di regole. E' sempre stato così.

E allora quale modo migliore di insegnare a scrivere una Fuga? Magari analizzando una delle tante e geniali fughe di Bach. Va bene, ma perchè, piuttosto, non scriverne una nuova sul tema di un successo pop di Britney Spear's, Oops I Did It Again. Il risultato è fantastico. Insegnanti di musica di tutta Italia, prendete spunto!

Per chi volesse suonarsi la Fuga di Britney ribattezzata Oops I Did a Fugue Again, può scaricarsi la partitura qui. Non è detto che non la suoni con mio trio...

E' un video per certi versi delirante ma geniale. Buona visione.


giovedì 8 novembre 2007

L'organetto tra Bach e Pessoa

Quali sono i rapporti tra musica e arti visive? me lo sono chiesto spesso, perchè alle volte scrivo musica e poi mi scopro a immaginare una struttura figurativa di quella stessa musica. Anzi, questo modo di pensare alle volte mi aiuta a comporre, mi toglie d'impiccio, mi aiuta a trovare la strada, mi fa capire cosa è meglio e cosa no... Avevo visto un film molti anni fa, si intitolava Trentadue piccoli film su Glenn Gould, e uno di questi brevi cortometraggi era proprio una animazione che descriveva graficamente in modo perfetto, quasi onirico, una fuga del Clavicembalo Ben Temperato.

In questi giorni mi sto divertendo a trascrivere una fuga di Bach per clavicembalo per il mio trio (clarinetto, contrabbasso e organetto). Essere "dentro" Bach è stupefacente... proprio nel senso che suonarlo diventa una droga. C'è una perfezione visionaria nella sua musica che toglie il fiato e che fa percepire la vita in un altro modo.

Leggendo Il libro dell'inquietudine di Ferdinando Pessoa, ho letto un brano in cui ritrovo la stessa sensazione...

"Diventato una pura attenzione dei sensi, fluttuo senza pensieri e senza emozioni. (...) Come vorrei, lo sento in questo momento, essere una persona capace di vedere tutto questo come se non avesse con esso altro rapporto se non vederlo (...). Non aver imparato fin dalla nascita ad attribuire significati usati a tutte queste cose; poter separare l'immagine che le cose hanno in sé dall'immagine che è stata loro imposta. (...) Smarrisco l'immagine che vedevo. Sono diventato un cieco che vede. (...) Tutto questo non è più la Realtà: è semplicemente la Vita".

p.s. ehi! ma in questa foto Pessoa mi assomiglia! ;-)