Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post

domenica 23 dicembre 2007

A colloquio con Markku

Markku Lepistö è uno tra i più importanti organettisti della scena internazionale, anche fisarmonicista (suona con le Värttinä, un loro concerto è sempre una emozione che toglie il fiato). Di recente è stato invitato da Riccardo Tesi a tenere uno stage di organetto in Italia.

Come tutti i grandi non se la tira. Si è fatto intervistare ed è stata una esperienza molto interessante. propongo qui l'intervista in anteprima in inglese come me l'ha rilasciata Markku, in attesa di una traduzione in Italiano. Buona lettura.

When and How do you have meet diatonic accordion for the first time? You are self educated player or you have had some teacher?
Well the history of my diatonic playing is shorter than my career with chromatic accordion, which started when I was five years old. Surely I´ve been familiar with diatonic accordion material since my childhood, but the first time when I took a diatonic accordion into my lap is when I was eighteen. Before that I heard a lot of diatonic playing because the area I was born had always been full of traditional players. From them I learned many traditional tunes which I`m still playing.

I´ve been graduated from the Sibelius Academy but all the diatonic accordion teachers has been traditional players. One of the most important ones was Tauno Aho (1914-1996) who lived in Kuortane where I was born as well. With him we had many moments when I was listening his playing and recorded his music. Nowadays I would like to say that the most important thing was that we discussed a lot about music.

Please, list some musicians or compositions you love that you feel so close to your musical formation.
Besides our own Finnish traditional music I´ve been very interested in music cultures around the world. Of course, the Nordic tradition has been close to me but I´ve also been interested in Celtic and Latin music, American traditional music, European classical music, African polyrhythmics etc. There are too many great musicians, compositions and traditional tunes to put on a list.

Can you try to define your aesthetics in playing diatonic accordion?
Maybe one of my main aesthetic value in music is beautiness. In all my compositions I try to find beautiful, natural but/and meaningful melody lines. When composing I can sometimes be stucked with some musical line for many days and comparing different solutions how to proceed. My opinion is that every note in music has to have some meaning.

I also understand very well and pay attention to the fact that this world is not consisting only of beautiful things and the music can also reflect the world as it is, but that kind of music making is not for me.

What do you like in the world of traditional music, and what do you dislike?
I really like the world of traditional music in general. In traditional music you can hear the echoes from the past generations and the world. No other music genre affects me like the traditional music. I also think that every traditional player is an important part of the time line segment. However, I hate the puritaness, which can be hiding behind the word of "tradition". I think that the tradition lives in us and you just have to give space for it. You can put the "tradition" into a museum but there it would die.

Which is in your opinion the best way to teaching to play diatonic accordion?
During the years I have tried different methods in teaching diatonic accordion but my favourite choice is learning music by ear. It can be frustrated while starting it, but during the years you can notice learning not only the right melody lines but also the ornaments, enphasis of the notes, right frasing etc. Nowadays my only teaching method is learning by ear.

What's about the Finnish traditional music trends today?
Finland has been one of the first European countries to have folk music education on the university level at the Sibelius Academy in Helsinki. This education started in 1983 and several well known Finnish accordion players like Kimmo Pohjonen and Maria Kalaniemi have graduated from there. This education has raised the knowledge of our tradition and it has inspired young musicians to study it. In addition, the education has given a good opportunity to create new historically based music, which may take influences from different cultures.

What are your future musical projects?
At the moment we are finishing a duo album with the former Värttinä bassist Pekka Lehti. For 2008 I have several projects in row, which include e.g. a sheet music book consisting of traditional music played by the legendary Finnish musician Tauno Krossi (1924-1979). Hopefully I will record a new solo album too. There will be some other cd and book projects with the Värttinä group, and then of course lots of concerts and touring. - Let´s hope something would happen also in Italy!

mercoledì 14 novembre 2007

Intervista a Stéphane Delicq

Si sa... è di poche parole e ha anche un carattere "forte", ma alla fine sono riuscito a fargli questa intervista, tra mille difficoltà e diffidenze... naturalmente sto parlando di Stéphane Delicq, un musicista che ammiro molto per le sue composizioni, semplici, facili, sobrie, ma ricche di personalità.
Buona lettura...


Come è avvenuto il tuo incontro con la fisarmonica diatonica? Sei autodidatta o hai dei maestri?
Fu nel 1979, e la cosa avvenne in maniera un po' occasionale dal momento che fu un mio amico a prestarmi per un po' di tempo un organetto. Fu l'inizio di un percorso essenzialmente da autodidatta.

Puoi dirmi quali sono stati i musicisti o le composizioni determinanti per la tua formazione di organettista e compositore?
Non saprei... un po' tutti i generi, la musica barocca, la classica, la musica contemporanea, e soprattutto il jazz. Ma non vorrei dimenticare la tradizione della canzone francese e non solo francese. Una particolare influenza ce l'ha avuta la musica slava (mia madre è ucraina). Cerco di ascoltare sempre tutto, musica etnica e classica, e tutti gli strumenti. Questo mi arricchisce perchè valico orizzonti musicali diversi, o attraverso l'ascolto dei cd o anche con l'incontro diretto coi musicisti.

Puoi definire una tua estetica relatica al modo di suonare la fisarmonica diatonica?
Cerco innanzitutto di dare importanza al fraseggio, al suonare le note al momento giusto. Una volta ho sentito una cantante lirica dire alla radio che se il virtuosismo si riduce a pura tecnica, allora è solo vanità... e io sono assolutamente d'accordo su questo punto. Non aggiungo molti abbellimenti, ma lavoro molto alla cura dell'espressione attraverso il mantice. Questo mi permette di essere insieme ai danzatori, entrare nel loro movimento, respirare per farli respirare, essere nel ritmo giusto, giocare con le pause di silenzio tra una nota e l'altra, provare a mettere in relazione la mia sensibilità con quella di chi balla.

Cosa ami di più nel mondo della musica folk e c'è, eventualmente, qualcosa che non apprezzi particolarmente?

Apprezzo molto il pubblico fatto di ballerini e danzatori, a anche alcuni musicisti che sono amici, dopo tanti anni. Ma non amo altre cose, come la gelosia, l'invidia, un certo integralismo. E poi non mi piace l'invidia, l'integralismo e le bassezze di alcuni musicisti e organizzatori.

Qual è la tua opinione in merito al miglior modo di impostare una didattica dell'organetto?
Credo che l'unico principio che guida la mia didattica sia quello di avere il piacere di trasmettere agli altri musicisti quel poco che si sa.

I tuoi futuri progetti musicali?

Registrare un prossimo album dal vivo con il mio quartetto durante un ballo a Bruxelles. E se tutto va bene dovrebbe uscire tra non molto!

Un ringraziamento ad Anne Guillot per la traduzione.

lunedì 19 marzo 2007

A colloquio con Daniel Denécheau

Ho gia incontrato virtualmente Daniel in un precedente post, si parlava di una sua composizione molto bella.

Daniel, da Parigi, si è fatto intervistare su musica tradizionale, organetto e molto altro.

Ciao Daniel, e benvenuto sul mio blog! Come è avvenuto il tuo incontro con la fisarmonica diatonica? Sei autodidatta o hai dei maestri?
Ho scoperto l’organetto col disco di Jean Blanchard et Jean Loup Baly "Accordéon diatonique - Spécial instrumental" apparso nella collana "Chant du Monde" nel 1977. Già mi interessavo al folk nordamericano e bretone, e suonavo un po’ la chitarra. Frequentavo a Parigi il folk-club Le Bourdon, luogo di riunione dei suonatori di accordeon. Ma non esistevano dei veri corsi e ognuno imparava da solo. Posso quindi dire di essere un autodidatta.


Puoi dirmi quali sono stati i musicisti o le composizioni determinanti per la tua formazione di organettista e compositore?
Il primo suonatore di fisarmonica diatonica che mi ha veramente emozionato è stato Serge Desaunay ed in particolare il brano "Dimanche matin". Dopo ho scoperto suonatori provenienti da tutto il mondo. Amo molto il brasiliano Renato Borghetti o il Tex-Mex Steve Jordan. Ma quello che più amo è Emile Vacher, uno dei creatori dello stile Musette a Parigi all’inizio del secolo scorso, che suonava un misto tra diatonico (a destra) e cromatico (a sinistra). E’ per questa ragione che mi sono fatto costruire un accordeon misto, sul quale suono il vecchio repertorio Musette.


Cosa ami di più nel mondo della musica folk e c'è, eventualmente, qualcosa che non apprezzi particolarmente?
Amo qualsiasi tipo di musica in cui sia una buona dose di sensibilità. Amo molto anche il "vecchio stile", sia nel repertorio Tex-Mex (Narciso Martinez), che nel Musette. In generale sono più interessato alla musica strumentale che a quella cantata, anche se paradossalmente, amo gli strumenti che "assomigliano" alla voce umana.


Cosa puoi dirmi rispetto alle nuove tendenze nella musica popolare francese?
La musica trad francese si è molto evoluta. E questo è certamente un bene. Le armonie sono più ricche, ci sono parecchie composizioni, ma a volte mi spiace che certe composizioni siano meno adatte alla danza. A volte le caratteristiche della danza (accenti, tempo...) spariscono del tutto e non sai più se quello che stai ascoltando è un valzer o una mazurca, una polca o uno scottish.


I tuoi futuri progetti musicali?
Oggi faccio molte cose, suono con varie formazioni: la "Denécheau Jâse Musette" con la quale suono il Musette degli anni ’20 e ’30, il gruppo di "chant de marins" (canti di marinai) "Marée de Paradis". Lavoro coi bambini delle scuole e compongo con loro delle canzoni che hanno Parigi come tema.
Questo lavoro mi prende molto tempo. Ho delle richieste di composizioni musicali e collaboro, nel suo prossimo disco, col cantante Patrick Denain.
Ho un progetto che mi piacerebbe realizzare: un cd-rom didattico per organetto diatonico. Amo molto dare lezioni private ma mi piacerebbe condividere la mia concezione dell’organetto con molte più persone, e il cd-rom in questo è formidabile.

Traduzione di Marcello Alajmo