giovedì 27 marzo 2008

Platone e la sua Accademia (del Mantice)

La filosofia è nata dalla chiacchera. Parlando, discutendo, dialogando. Se conosciamo il pensiero di Socrate e di Platone lo dobbiamo soprattutto ai dialoghi di quest'ultimo. Il Fedro, il mio preferito, è quello in cui addirittura si sostiene la superiorità del dialogo alla parola scritta, proprio perchè la parola scritta è, in un certo senso, muta, non può rispondere se interrogata.

Sarebbe piaciuta a Platone questa epoca, così ricca di dialoghi, soprattutto da quando esiste la Rete. Prima c'era solo la televisione, la metafora del discorso dittatoriale: guarda, ascolta e taci.

Una delle forme del dialogo contemporaneo è quella del gruppo di discussione su Internet, veri gruppi di vere persone (non usiamo la parola "virtuale", è assolutamente sbagliata, la detesto) che discutono veramente su tutti gli argomenti. Anche di organetto.

Se volete discutere di organetto, chiedere il parere degli altri e dare il vostro consiglio o aiuto è possibile farlo in almeno quattro comunità.

Il gruppo di discussione italiano, che è quello a più alto tasso di crescita (è nato da soli 23 mesi e proprio oggi compie i primi 300 iscritti).

Il gruppo francese, il più numeroso, conta oggi più di 600 iscritti ma è stato creato 5 anni fa.

Il gruppo inglese, con quasi 400 iscritti (il più vecchio, creato ben 7 anni fa). E un altro Gruppo inglese, o meglio un Forum, che è qualcosa di leggermente diverso.

C'è una sola regola da seguire se volete usare bene questi strumenti. Immaginate di essere all'interno di un gruppo di persone vere e comportatevi di conseguenza: entrate, vi presentate e, se volete, discutete, dialogate.

Platone, da qualche parte, sarà contento.

mercoledì 26 marzo 2008

Jet!

Grazie alla segnalazione di un lettore del blog ho scoperto una nuova promessa dell'organetto. Lei si chiama Jet Zoon, viene dal Belgio e deve andare veramente veloce se alla sua età si può già permettere di suonare con una orchestra di tutto rispetto.

Jet è giovane, bionda, bella, il che non guasta. Il brano, l'unico che sono riuscito a trovare è quello del filmato qui sotto. Devo confessare che non è che mi abbia lasciato a bocca aperta, la sua musica... Ma Jet, che ha 19 anni e che avrà tutto il tempo di maturare artisticamente, mi ha fatto pensare.

Mi ha fatto pensare a un paese, il Belgio, in cui la gente riempie un teatro per ascoltare una compositrice, organettista, accompagnata da un'orchestra. Senza pretese di "recupero del patrimonio immateriale" (tra gli addetti ai lavori in Italia va molto di moda questa locuzione ministeriale), senza fiaschette di vino e cappelli di paglia, senza discorsi sull'organetto "strumento della civiltà contadina", senza l'immancabile complemento etnocoreutico paesano. Niente di tutto questo.

Quello che mi piace è che in questo contesto l'organetto ha la stessa dignità di un oboe, di un violino, di un trombone a coulisse. E' strumento di espressione musicale, nient'altro. Un organetto, una sala da concerto, un'artista e la sua musica. Succede anche in Italia alle volte, è vero, ma molto raramente...

sabato 22 marzo 2008

Amici coreani

Ho già due amici coreani che portano nomi non coreani! Che strano. Il primo è James Davies, un artista illustratore e scultore che insieme alla mia amica Laura produce indimenticabili spettacoli di teatro di figura per i quali, alle volte, creo dimenticabili composizioni...

Il secondo si chiama Thomas Restoin, ma la sua fisionomia non caucasica rivela immediatamente le sue origini coreane. L'ho conosciuto prima su MySpace, poi, durante un viaggio a Lione, l'ho incontrato di persona. A parte che è proprio bravo, ma Thomas è anche disponibile e simpatico.

Ebbene. Il Comune di Lione mette a disposizione delle sale per attività musicali e coreutiche in appositi centri culturali e di aggregazione. Cose che noi ce le sognamo. Siamo rimasti ai centri sociali occupati... Thomas suonava per uno stage di danze francesi con un organetto molto strano, un Bertrand Galliard "cromatizzato" (cioè le notre sulle tre file erano disposte come su una fisarmonica cromatica, per semitoni) e "sbitonato" (cioè ogni tasto del canto suonava la stessa nota sia in apertura che in chiusura) con 32 bassi alla mano sinistra. Mi racconta che la parte dei bassi se l'è costruita da solo, con l'aiuto di Emanuel Pariselle che fa anche uno stage ogni tanto su come si costruiscono gli organetti. Un organetto geneticamente modificato.

Insomma, la Francia è piena di bravi organettisti, ti sbucano da tutte le parti. Era di pomeriggio. Mentre parlavo con Thomas, spunta Norbert Pignol. Volevo arpionarlo per fargli una breve intervista al volo, ma ha preso il volo prima del previsto e allora addio scoop...

Vi consiglio di ascoltare le musiche di Thomas sul suo spazio MySpace. Mentre qui vi propongo un video in cui vederlo all'opera sul suo strano organetto. E speriamo di vederti presto in Italia.

Ciao Thomas!

mercoledì 19 marzo 2008

Vetrine virtuali

Nella "perfida Albione" c'è un rinomato negozio di strumenti per la musica di tradizione che sta sperimentando un nuovo modo di esporre gli strumenti. Facendoli ascoltare, direttamente, grazie a Internet.

The Music Room, questo il nome del magazzino nei pressi di Leeds, ha un proprio canale YouTube dove è possibile ascoltare le dimostrazioni di molti strumenti musicali, compresi molti organetti, anche italiani.

Per chi compra online è un servizio sicuramente interessante, peccato che l'interesse svanisce immediatamente quando si leggono i prezzi in sterline!

Qui di seguito due dimostrazioni. Una fisarmonica suona una bourrée francese solitamente suonata all'organetto, e poi la dimostrazione del mio caro Hohner 2915, il mio primo organetto. Nostalgia...



lunedì 17 marzo 2008

La festa di Nanterre

A Nanterre, nei pressi di Parigi, dal 5 al 6 aprile si svolgerà la quindicesima Festa della fisarmonica diatonica (15e Fête de l’Accordéon Diatonique), un appuntamento ormai piuttosto consolidato e interessante. Vengono proposti concerti e, soprattutto, una serie di stage di organetto.

Tra questi ve ne sono alcuni che mi sento di consigliare, come quello di Emmanuel Pariselle sull'accompagnamento della voce all'organetto (purtroppo i posti sono già tutti esauriti per questo stage ma mai dire mai...), oppure come quello di improvvisazione tenuto da Norbert Pignol o quello tenuto da Bruno Le Tron. Il programma completo lo trovate a questo link: http://www.dia-tonic.com/fete.html o a quest'altro: http://www.diatotrad.fr/

giovedì 13 marzo 2008

Organittos

Recentemente ho ascoltato Riccardo Tesi parlare della sua passione per l'organetto. "Avrei voluto diventare un suonatore di organetto sardo", ha dichiarato. E poi, sconsolato, ha aggiunto: "Mi sono subito reso conto che c'era un piccolo problema: non ero sardo".

Certe cose all'organetto le ho viste fare solo ai sardi, è vero. Bisogna nascerci, si può studiare, fino allo sfinimento, ma se non si è sardi certe cose escono con un altro suono. Perchè la musica sarda è puro atletismo di mantice e Marc Perrone sta alle mazurche di Chopin come Totore Chessa sta ai concerti per pianoforte di Prokofiev.

E allora, che organetto sardo sia. Buon ascolto.