venerdì 15 febbraio 2008

k.e.s.stagnari

Ho sempre percepitpo che nei miei organetti Castagnari albergava un demone rock, soprattutto in quei momenti in cui una mazurka del Berry mi si trasformava tra le mani in un pezzo dei Pink Floyd. E ora ho capito il perchè!

E' tutta colpa di Andrea Castagnari (a destra nella foto). E' lui che accorda i miei organetti. Ci siamo visti poco più di una settimana fa in quella stanzetta magica dove lavora, a Recanati: su quell'ermo colle nasce il suono degli organetti Castagnari.

E' lui il leader dei K.e.s (non chiedetemi cosa significhi l'acronimo), una formazione rock di grande qualità, è sua la voce molto bella, è lui che tra un organetto e l'altro scappa in sala d'incisione a immolare il suo talento musicale sull'altare del rock. Con tanto di coro "Shalla lalla uh uh!". Bellissimo.

Hanno proprio un bel tiro, bel sound (si dice così in italiano, no?). Ascoltateli, sono appena usciti con il cd Il rumore delle cose, una bella autoproduzione. Non sentirete neanche un organetto ma sentirete comunque un Castagnari!

mercoledì 13 febbraio 2008

La lumaca corre veloce

Un po' Yann Tiersen, un po' Nymann, ma soprattutto, Alessandro Pipino. E' una bella scoperta il nuovo lavoro di questo musicista barese, una autoproduzione molto ben curata e registrata a nome del Quartetto Escargot con il titolo Corri. Avevo già anticipato qualcosa in un post precedente, mi sono preso il tempo per ascoltare e riascoltare il disco. Mi sono accorto che riascoltare questo disco non stanca, anzi è un piacere.

In Italia è nato un nuovo organettista che non tenta di imitare Norbert Pignol o Riccardo Tesi. Con Alessandro Pipino nasce in Italia un nuovo modo di intendere l'organetto, forse non completamente inedito in Francia e in altre nazioni, ma sicuramente portatore di una ventata di aria fresca nel belpaese organettistico. Anche perchè Pipino non è solo un organettista, è un musicista.

Dietro il lavoro di Pipino non c'è solo una musicalità innata, un grande senso della forma e della frase melodica, ma c'è anche ricerca timbrica, sperimentazione di accostamenti tra strumenti inusuali, una sapiente capacità di arrangiamento e, anche, non dimentichiamolo, altri tre musicisti di ottimo livello: Massimo La Zazzera (fiati e percussioni), Stefania Ladisa (violino e viola) e Adolfo La Volpe (chitarre e basso).

Un bel disco, veramente. Mi sono chiesto, ce l'ha un difetto? Si sa, una critica non è una critica genuina se risulta completamente positiva. Il disco è un lavoro di brani eleganti, sobri, misurati, "per bene", forse troppo "per bene". Le idee musicali sono folgoranti, originali, ma qualche volta si percepisce la mancanza di un ulteriore sviluppo. Forse alle volte manca quel qualcosa capace di stupire, di spiazzare. Forse. E' solo una mia impressione, che non entra comunque in dissonanza con il grande apprezzamento per le composizioni di Alessandro Pipino.

E poi, secondo il mio parere, ci sono assoluti capolavori. Ascoltare brani come Magida, In Cammino, ed Erde den Dinge (dove Pipino compone per piano solo alla maniera di Nymann) significa tuffarsi in un universo di emozioni e percepire la grande cura formale con il quale è stato confezionato il lavoro. La mia preferita? Direi Come le Foglie, un geniale brano in Re minore, una tonalità poco frequentata dagli organettisti.

E poi mi sono fatto un'altra domanda. Con tutta la robaccia pubblicata in disco, neo-folk, neo-trad, pseudo trad-folk, folk-rock, pizzica-punk e chi più ne ha più ne metta, possibile che in Italia non ci sia stata una casa discografica, anche piccola, disposta a pubblicare questo bellissimo lavoro?

I brani, non tutti, si possono ascoltare sullo spazio MySpace del Quartetto. Ve lo consiglio, depurate le vostre orecchie, fateci un salto.

domenica 10 febbraio 2008

Zonzon

Non conosco molte persone che sanno suonare questo pezzo (a dir la verità ne conosco una che mi ha detto che lo sta studiando...). Si tratta di Zonzon, una composizione di Bruno Le Tron. E' molto difficile, cambia tonalità un paio di volte, si usa spesso la terza fila, i bassi sono complessi. Un vero e proprio studio per organetto, una sorta di esercizio di tecnica esecutiva.

La melodia è anche molto bella, e allora faccio i complimenti tre volte. A Le Tron che lo ha composto, all'organettista francese che lo suona in questo video, e a tutti coloro che lo hanno studiato o lo stanno studiando. E vi invidio anche un po'...



Post Scriptum.
Chi volesse la partitura mi scriva!

giovedì 7 febbraio 2008

Storie d'altri tempi...

Pierre e Adolphe. I due fratelli che si contesero l’inno dei lavoratori
Di Gianni Ventola Danese
Liberazione, 3.2.2008


Pierre e Adolphe Degeyter. Due fratelli contro. Questa è la tormentata storia della nascita della musica dell’Internazionale, sul testo di Eugene Pottier. Pierre nasce a Gand nel 1848 da una famiglia di operai, comincia a lavorare all’età di otto anni nelle filature, conoscendo da subito le difficoltà della vita. Ma il suo talento musicale esce allo scoperto attraverso la sua bella voce di baritono. Nelle ore serali riesce a frequentare i corsi di educazione musicale dell’Accademia di Lille. Nel poco tempo che gli avanza dopo il lavoro, suona il contrabbasso, il saxofono, scrive canzoni, orchestra brani. Pierre è uno dei migliori dell’Accademia. Dopo il servizio militare si iscrive al Partito Operaio Francese e ne diviene attivista.
Nel 1886 il fratello minore Adolphe perde il lavoro e insieme girano per le strade e per le feste, insieme al cognato che suona un harmonium. Sono tempi difficili, ma con la musica riescono a fare qualche soldo extra. Pierre e Adolphe, quest’ultimo è operaio fabbro ma ha qualche cognizione di musica e sa cantare, abitano sotto lo stesso tetto. Una circostanza fortuita mette le premesse alla nascita del celebre canto di lotta. Un sabato sera di giugno Pierre riceve in prestito dal capo del Partito Operaio Delory la raccolta dei Chants révoluttionaires di Eugene Pottier uscita l’anno precedente, con la richiesta di musicarne uno. La mattina dopo Pierre sta sfogliando il volume ed è colpito proprio da l’Internazionale. All’inizio del pomeriggio si mette all’harmonium e compone di getto la musica. Quella che ancora oggi cantiamo: Compagni, avanti, gran Partito / Noi siamo dei lavorator!. Era il 18 giugno 1888. La sera, Pierre propone al fratello di cantare l’inno, lo mette a posto, lo perfeziona. Non ha dubbi. La musica è quella.
La prima esecuzione pubblica avverrà il 23 giugno ad opera della corale di Lille. Il canto viene stampato in 6mila copie. Pierre teme rappresaglie e firma la partitura con il solo cognome. Il fatto è che l’Internazionale è infatti diventata popolarissima fra i socialisti a Lille e non c’è festa o manifestazione dove non venga intonata. Per questo, la borghesia non vede di buon occhio tutto questo successo. Ma in realtà tutti sanno chi è l’autore e, purtroppo, Pierre viene licenziato. Nessuno lo vuole riassumere. Da parte sua, Pierre si è sempre rifiutato di aderire alla Società degli Autori perché non vuole che il suo inno sia gravato da diritti, ciò andrebbe a discapito della causa socialista.
Qui le strade dei due fratelli si dividono. Pierre lascia il Partito Operaio per confluire nel Partito Socialista, mentre Adolphe rimane legato al Partito Operaio. Delory fa ristampare il canto con il nome del fratello Adolphe, rimasto fedele al suo Partito. Adolphe da parte sua non si oppone, soprattutto perché Delory è anche Sindaco del paese e teme di perdere il posto di lavoro e di veder peggiorare la sua già precaria condizione economica. Qui nasce il giallo dell’attribuzione del canto.
Nel dicembre 1903 “La Petite République” pubblica una inchiesta approfondita di Louis Lumet. Qui, in modo apparentemente oggettivo, si dimostra che è Pierre Degeyter il vero autore del canto. È lo stesso Pierre a chiedere di essere messo a confronto con Delory e a suo fratello davanti a un giurì d’onore. Tuttavia, non ricevendo risposta, si vede costretto a iniziare una causa legale. Pierre non vorrebbe citare in giudizio il fratello perché sa che è stato in un certo senso raggirato, ma la legge parla chiaro e Pierre deve procedere anche contro Adolphe.
A questo punto il tribunale propone un confronto probatorio molto semplice. Un esame di musica da fare ai due fratelli. Chi ne sa di più di musica, sicuramente è il compositore del celebre canto. Ma la soluzione salomonica viene scartata e il primo verdetto della corte è sfavorevole a Pierre che dal canto suo non si arrende e ricorso. Scoppia la Grande Guerra. Tutto è rimandato.
Saranno proprio le circostanze belliche a far riemergere la verità. Per bocca dello stesso Adolphe che, in un momento di sconforto, stretto nella paura di morire in combattimento, scrive al fratello una lettera che fuga ogni dubbio: “Caro fratello, non ho mai composto musica e tanto meno l’Internazionale. Se ho firmato un foglio a Delory è perché non osavo rifiutargli niente per paura del licenziamento. Se ti scrivo ciò è perché non si sa che cosa mi possa capitare”.
Ma le polemiche non finiscono. Nel 1916 Lille è occupata dai tedeschi, Adolphe, ridotto in miseria e ammalato, si suicida. Delory si affretta a recuperarne il corpo, finito in una fossa comune, e a dedicargli un monumento funebre: “Qui riposa Adolphe Degeyter, il compositore dell’Internazionale”. La corte di Parigi è chiamata a dirimere definitivamente il caso nel 1922. La lettera di Adolphe è decisiva agli effetti giuridici e la corte dichiara una volta per tutte Pierre Degeyter autore dell’Internazionale.
In tutti quegli anni Pierre ha sempre vissuto a Saint-Denis, affiancando al lavoro la militanza politica e sindacale. Ma ora lui e la moglie non sono più in grado di lavorare e sono ridotti a vendere nelle feste popolari confetti di zucchero e d’orzo. A Mosca, alcuni membri dell’Esecutivo della III Internazionale, tra cui Trotski, chiedono un intervento del Partito Comunista francese. Pierre ottiene in questo modo una piccola pensione e un alloggio. Nel 1928, in occasione del VI Congresso della III Internazionale, Pierre si reca in Unione Sovietica dove gli viene riservata una accoglienza trionfale. A Mosca gli intitolano una strada.
Pierre morirà il 26 settembre 1932 nella sua Saint-Denis. Il funerale viene trasformato in significativo fatto politico attorno al quale il PCF chiama alla mobilitazione: il 2 ottobre più di 50mila lavoratori seguiranno il carro funebre cantando la sua immortale musica. Su, lottiamo, l'Ideale / nostro alfine sarà / l'Internazionale / futura umanità!

giovedì 31 gennaio 2008

Organetto Channel

Ho aggiornato il palinsento del canale video YouTube dedicato all'organetto. Si trovano delle belle cose, veramente.

Bollani lo trovo geniale, ha un senso ludico innato, la musica è gioco, e lui lo sa perfettamente e ci scherza. Godetevi un duo con il fisarmonicista norvegese Stian Carstensen. Poi c'è l'immancabile Tesi, una stornellata del duo Pignol Milleret, Loffet che suona uno "Sbrandò" con l'accento sulla "o" e un grande Brian Peters, organettista che mi ha ispirato molto quando sette anni fa ho iniziato a studiare organetto.

Link diretto al Canale

Buona visione!

domenica 27 gennaio 2008

Concorso ascolano

Il 26 e 27 aprile 2008 si svolgerà ad Ascoli Piceno il 16° Trofeo Italiano "Città di Ascoli Piceno" nel quale è inserita la sezione ORGANETTO. Non ho mai partecipato a un concorso musicale, ma se il concorso è serio magari ne potrebbe valere la pena. Più che altro nei concorsi di organetto raramente si trova una sezione dedicata alle composizioni per organetto, o per formazioni che comprendono l'organetto. Va a finire che l'esibizione concorsistica solitamente si riduce a una passerella di virtuosi che fanno a gara a chi suona più veloce. Non so, mi sembra che manchi poesia.

E poi, anche in questo concorso, gli organettisti sono esentati dal presentare alla giuria una copia scritta dello spartito che suoneranno. Perchè? Anche la musica per organetto si può scrivere! Come si può dare impulso alla composizine per organetto se ai compositori gli si nega il diritto di scrivere le loro musiche?

E poi c'è da dire che un premio per il primo vincitore di 300 euro non è che mobiliterà schiere di musicisti da tutta europa per questo gran cimento musicale ascolano.

Comunque, chi volesse dare una occhiata a questo concorso può trovare tutte le informazioni e le schede di partecipazione su www.csmm.it

E vinca il migliore!