mercoledì 19 gennaio 2011

La dura vita dell'insegnante di musica

Chi vuole prendere lezioni da me, sappia a cosa va incontro...

martedì 4 gennaio 2011

Musica senza confini

Gidon Kremer è un mostro sacro della musica classica, Igudesman un virtuoso del violino e Joo un pianista concertista dalla bravura impressionante. Ecco cosa hanno combinato insieme con il tema di "I will survive", dimostrando, se ce ce fosse ancora il bisogno, che la musica è una sola, senza distinzioni tra classica, popolare e innumerevoli altre.

Tuttavia, ciò che può sembrare una semplice divagazione sul tema principale, è invece una sapiente geniale e calibrata collazione di altri temi musicali.

La bellezza di questa loro "Invenzione sul tema", perché questo sarebbe il termine più adatto per descriverla, risiede nel fatto che sono riusciti a scovare svariati temi musicali che si possono comodamente appoggiare sulla successione armonica di "I will survive". Quali sono?

Eccoli elencati con il tempo di esposizione:

3:11 - Il tema del corno dal secondo movimento della sinfonia 5 di Tchaikovsky

3:22 - Killing me softly in una versione un po' ammiccante

3:34 - Final Countdown trasformato in una cadenza tipicamente vivaldiana, forse per volere di Kremer!

3:46 - I violoncelli suonano, in minore, il celebre arpeggio dalla Suite n.1 di J. S. Bach

3:57 - Il celebre tema della Passacaglia di Händel-Halvorsen

4:10 - L'indimenticabile tema dal film Les parapluies de Cherbourg del 1964

4:22 - Tutti i temi in contemporanea!

4:33 - Autumn Leaves, troppo facile questa!

4:44 - Prestate orecchio a quello che suona Joo al pianoforte, lo studio 12 dall'op. 25 di Chopin!

E per l'organetto? non era presente in orchestra, ma se volete divertirvi con I will survive potete suonarci sopra la seconda frase di Flatword di Andy Cutting.





venerdì 17 settembre 2010

Mazurka Klandestina a Roma

La Mazurka Klandestina, ma si può scrivere anche senza la kappa (Mazurca clandestina) è semplicemente questo: persone di tutte le età che liberamente si riuniscono nelle piazze delle città per ballare danze popolari francesi.

Sembra la cosa più semplice del mondo vero?

Era il 5 settembre 2010. Nel quartiere San Lorenzo l'Accademia del Mantice organizzava per la prima volta a Roma un incontro di presentazione di "Mazurka Klandestina". Sono state insegnate gratuitamente alcune danze popolari quali la mazurca francese, lo scottish e il circolo circassiano (vedi video qui sotto).



Tutti possono imparare sul momento le danze, non sono necessari corsi o stage a pagamento. Sono danze semplici che si sono tramandate per secoli senza il bisogno di "comprarle" da un insegnante, ed è anche per questo che esiste "Mazurka Klandestina": per ridare un senso alle parole "cultura popolare".

Grazie a questa iniziativa anche a Roma, dopo Milano, Torino e altre città italiane, si è formato un gruppo di persone che spontaneamente si ritrovano in un luogo della città incantata e, semplicemente, ballano insieme alla luce della luna e possibilmente con musica dal vivo.

Qualcuno porta gli strumenti musicali, altri un computer portatile con gli mp3, altri ancora un piccolo sistema di amplificazione. E il gioco è fatto.

La mazurka francese è il "tango" europeo, è la danza sensuale per eccellenza, elegante, struggente, un muto dialogo di respiri e leggerezza che si scioglie in un sorriso. E poi qualche scottish, valzer e danze di gruppo come chapelloise e circoli circassiani.

Tutto senza chiedere autorizzazioni, permessi o biglietti di ingresso ai partecipanti. Semplicemente per riappropriarsi dei luoghi in modo pacifico e sociale, per ballare, incontrarsi e dialogare.

Tutto nasce col passaparola e, naturalmente, anche grazie a un gruppo FaceBook nato apposta per organizzare le mazurke romane.

Chi non avesse un account Facebook ma volesse rimanere aggiornato sugli appuntamenti di MK Roma, può contattare la direzione dell'Accademia del Mantice.

giovedì 29 luglio 2010

Perle di saggezza

"Se non fai errori, significa che non ci stai provando con troppa convinzione".

Charlie Parker



lunedì 26 luglio 2010

Amelie si è fatta di crac!

Mi sono appena ripreso dal concerto di Yann Tiersen a Villa Ada a Roma.

Avete presente il Yann Tiersen delle melodie ricamate delicatamente tra sonorità di fisarmonica e strumenti giocattolo?

Ebbene, dimenticatevelo!

Ecco il nuovo corso di Tiersen, e questa la sua attuale versione della Valse d'Amelie...



Ed ecco qui la musica dell'artista francese prima che cadesse nelle mani di di un pusher sbagliato.

lunedì 5 aprile 2010

Beat box & button box

Con il termine beatboxing si identifica quella tecnica vocale che permette di imitare una serie di strumenti a percussione e di produrre veri e propri "drum loops" senza l'ausilio di qualsiasi altro tipo di strumento, se non del microfono, il cui uso diventa molto importante in questo caso.

Button box è invece un termine, uno dei tanti ormai, che identifica la fisarmonica diatonica, in particolare nei paesi anglosassoni che, grazie alla lingua inglese che permette di trovare formule idiomatiche brevi e incisive, è stata ridenominata la "scatola a bottoni". E come dargli torto?

Ho scoperto che Benjamin Melia, un organettista, ha unito le due cose in una sola performance, ovvero organetto più beatboxing.

Il risultato? Beh, giudicate voi...